L'Infanzia di Gesù

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La Verità su Gesù, l'Infanzia di Gesù

Gesù venne come un sacerdote per essere ricevuto dal popolo d’Israele. Portò la grande opportunità di realizzare la condizione per la restaurazione del giardino di Eden.

Tutto fu perduto nel giardino di Eden, ma tutto avrebbe potuto essere restaurato dalla nazione scelta d’Israele se essa si fosse unita al Messia. Le battaglie cruente che sono avvenute per tanti secoli dopo la comparsa di Gesù non sarebbero mai dovute succedere. Dio aveva preparato Israele per tante migliaia di anni perché fosse pronta ad accettare il Messia alla sua venuta.

Dal discorso di Sun Myung Moon: “La volontà di Dio e il Natale”

Luca 2:41-51:

I suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando giunse all'età di dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza della festa; passati i giorni della festa, mentre tornavano, il bambino Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori; i quali, pensando che egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo. Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande; e tutti quelli che l'udivano, si stupivano del suo senno e delle sue risposte. Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti; e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena».

Ed egli disse loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?» Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro. Poi discese con loro, andò a Nazareth, e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore".

Maria e Giuseppe ebbero altri figli, e tutti loro sapevano che in qualche modo Gesù era diverso. La Bibbia non ne parla direttamente, ma il fatto è che, quando Gesù era bambino, c'era tanta tensione e persino Maria a volte era distante da lui, perché era vittima della situazione di tutti i giorni.

Gesù era un ragazzo solitario e spesso se e andava da casa per restare da solo. Una volta addirittura i suoi genitori lo persero a Gerusalemme e tornarono a cercarlo solo dopo tre giorni. Come è possibile che i genitori abbandonassero in quel modo un figlio così piccolo? Ci furono ben pochi giorni felici nella sua famiglia.

Sono sicuro che molti di voi sono cresciuti con un patrigno o una matrigna e persino in una società aperta come l'America di oggi c'è tensione tra i genitori acquisiti e i figliastri; perciò immaginate quanto doveva essere più difficile 2000 anni fa. In questo senso gli americani sono nella posizione di sentirsi solidali con la situazione di Gesù; molti giovani provano lo stesso tipo di sofferenza che sperimentò Gesù.

Dal discorso di Sun Myung Moon: “Il Giorno della Vittoria del Cielo” 4 ottobre 1979.

Gesù cresceva in mezzo alla complicata relazione tra Maria e Giuseppe. Anche da bambino, Gesù sentiva che tra loro c'erano qualche problema. Tra Giuseppe e Gesù non c'era un legame di sangue, così erano come degli estranei l'uno per l'altro. Quanto a Maria, anche se avrebbe voluto fare qualcosa per suo figlio, come preparargli degli abiti, doveva accertarsi se in quel giorno Giuseppe era di cattivo o di buon umore. Gesù poteva sentire chiaramente che i suoi genitori erano in contrasto tra loro a causa sua.

E che dire dei fratelli di Gesù? I suoi fratelli potevano percepire che c'era una storia complicata e segreta attorno a Gesù. È per questo che neanche loro potevano fidarsi di Gesù o credere in ciò che faceva. Inoltre, non solo Giuseppe, ma anche tutti i parenti di Gesù vennero a conoscenza di questo.

Gesù lavorava come aiutante di suo padre che faceva il falegname, mentre interiormente si preparava alla sua missione. Sapeva che avrebbe svolto una grande missione sotto la guida di Dio. A volte Gesù aveva voglia di chiedere a sua madre: "Perché, perché sono trattato in questo modo? Chi è mio padre? Qual è il tuo problema e che c'entra in tutto questo?" Maria non poté mai rispondere a Gesù. C'era una distanza emotiva tra Maria e suo figlio.

Col passare del tempo, Gesù arrivò ad avere chiaro cosa doveva fare e che direzione doveva prendere. Dio gli parlò della sua missione. Per compiere quella missione, doveva passare attraverso un periodo di preparazione e preparare un ambiente buono che lo potesse aiutare. Non poteva aspettarsi che la gente lo ricevesse senza quella fondazione. Gesù desiderava sempre che i suoi genitori, i suoi fratelli e i suoi parenti lo aiutassero nella sua missione. Se non lo aiutavano i parenti, chi altri lo avrebbe fatto.

Gesù venne come il signore dell'amore, il principe dell'amore e il centro dell'amore. Avrebbe dovuto ricevere più amore dai suoi genitori, fratelli e sorelle, parenti e vicini di chiunque altro al mondo. Ma non si può dire che abbia ricevuto quell'amore da nessuno. Quanto dev'essere stato pieno di dolore il cuore di Gesù! Il regno di Dio deve essere il regno dell'amore. Gesù, che venne come il centro dell'amore, avrebbe dovuto innanzitutto stabilire questo tipo di famiglia. Ma come gli fu chiaro che non c'era speranza, dovette andarsene da casa. A quel tempo aveva 30 anni.

Dal discorso di Sun Myung Moon: “Sulla Famiglia di Gesù” 25 dicembre 1971.

Durante i suoi 30 anni di preparazione, Gesù decise che in futuro avrebbe condotto una battaglia vittoriosa attraverso una vita di attività pratiche. Decise che, anche a costo di diventare un sacrificio a causa dell'ostracismo degli Ebrei, avrebbe preso questo o quel tipo di strada e avrebbe adottato questo e quel tipo di metodo. Aveva così tante idee che nessun altro neppure immaginava. Pianificò che, se il popolo avesse creduto in lui, avrebbe preso determinate misure; se non gli avessero creduto, allora avrebbe fatto determinate cose. Mentre nessun altro si preoccupava del cielo, Gesù pregava profondamente.

Durante i 30 anni trascorsi nella famiglia di Giuseppe, non poteva esprimere la sua gioia quando i fratelli e le sorelle erano felici. Quando i suoi parenti e la congregazione nella sinagoga facevano festa, lui non poteva festeggiare. Pur avendo tante cose da dire, doveva restare in silenzio. Dobbiamo capire il dolore che Gesù provò durante quei 30 anni di preparazione. Anche se voleva disperatamente rendere testimonianza alla verità, viaggiando da un posto all'altro per tutta Israele, doveva occuparsi degli affari della sua famiglia. Poiché Gesù stava aprendo la strada per il regno dei cieli, non c'era un solo giorno che nel suo cuore non visitasse più volte la dimensione degli ideali di Dio. Dobbiamo comprendere che Gesù era questo tipo di uomo.

Nessuno sulla terra riconobbe la sofferenza interiore di Gesù, ma Dio era dalla sua parte. Quando levigava il legno con la pialla o ne tagliava un pezzo con l'ascia, Gesù voleva provare il cuore e la situazione di Dio e costruire il regno dei cieli che Dio desiderava. Anche quando faceva una pausa dopo il pasto, il desiderio del suo cuore non si sopiva. Non c'era un momento che non avesse questi pensieri. Immaginate Gesù e il suo cuore mentre faceva i suoi preparativi. Anche se gli abiti che aveva addosso erano poveri e l'espressione del suo viso pietosa, il suo sguardo non era paragonabile a nessun conquistatore o pioniere sulla terra.

Il suo sguardo poteva collegarsi al cuore di Dio e vedere tutto l'universo. Di conseguenza, guardando il mondo con questo cuore e da questo punto di vista, Gesù non poteva non sentirsi torturato dalla miseria, non poteva sfuggire alla sofferenza. Il suo sguardo era per il popolo ebreo; il suo cuore era per la nazione d'Israele e per tutto il mondo. Per questo Gesù versò lacrime senza fine. Quando gli giungeva voce che qualcuno stava per morire, sentiva come se stesse morendo lui stesso. Se c'era qualcuno che era perseguitato o offeso ingiustamente, sentiva come se fosse lui a subire quelle angherie. Nel suo cuore, Gesù assisteva a tutte le tragiche vicende della sua comunità come se si stessero svolgendo nella sua stessa vita.

Dal discorso di Sun Myung Moon: “L'Incarnazione di Gesù, un Pioniere” 1 febbraio 1959.

https://youtu.be/pH_9b2ceUV8